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sabato 28 agosto 2010

Vendo Huawei E585 MiFi sbloccato: funziona con qualsiasi operatore.



Huawei E585 andrà a sostituire il precedente modello E5830.
Huawei E585 stesse dimensioni del precedente modello, ma, a prima vista, si notano delle differenze, oltre al colore nero, balza agli occhi il display OLED.
Finalmente, possiamo avere le informazioni sullo stato della batteria, e sulla qualità del segnale di rete, direttamente sul dispaly.

Ha un solo pulsante, che avvia il modem, e non 3 come E5830 (anche se, personalmente, preferivo i tre tastini).

La micro sd sarà gestibile tramite wifi.
Nello slot microSD, si possono inserire schede con capacità massima di 32Gb (anche HC). Cosa molto interessante, è la possibilità di condividerne il suo contenuto con gli altri device collegati.


La gestione del MiFi avviene digitando http://192.168.1.1 nella barra degli indirizzi del browser, permettendo di configurare vari aspetti del modem.

Possibile inserire qualsiasi Sim, i profili sono già memorizzati sul MiFi

Come il modello Huawei E5830, permette di condividere la connessione, tramite WiFi 802.11b/g, con altri dispositivi: iPhone, HTC, iPad, Nintendo...

Dati tecnici:
HSUPA/HSDPA/UMTS 2100/900MHz
EDGE/GPRS/GSM 850/900/1800/1900MHz
HSDPA 7.2M / HSUPA 5.76M
Rx Diversity , equalization
LED display: signal, power consumption, connecting status, roaming information, Wi-Fi status
1500MA, 4-5 hours battery life (battery is exchangeable)
Micro SD Slot: supports up to 32GB memory
USB 2.0 HS
Compatible with Windows 2000/XP/Vista/7, Mac and Linux OS
WiFi 802.11.b/g

Form Factor
Dimension: 86 × 46.5 × 10.5mm
Weight: 90g
Internal antenna

La confezione conterrà una breve guida, un cavo microusb, cavo alimentazione, adattatore, il modem stesso.

Prevendita:
se sei interessato all'acquisto del modem, scrivimi un messaggio cliccando qui, prenderò le vostre prenotazioni, e dopo 5 gg., vi darò conferma per procedere all'acquisto.

Il modem avrà un prezzo di 125 euro.
Tramite email, vi sarà indicato il link, del nostro store, per procedere all'acquisto definitivo.

Affrettatevi, non fatevi scappare quest'occasione. Modem introvabile in Italia.
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Magicsim 26TH B DUAL SIM UMTS per Nokia n900




Nokia N900 può funzionare con un cavo Magicsim Dual sim 26TH-B DUAL SIM UMTS ?
Googlando, si trovano info sul cavo 23th A, ma nessun test con il 26th b.

Abbiamo acquistato il cavo, Magic sim 26 th-b, per provare la modalità dual sim, sul nostro N900.

Costo del cavo 20 euro, più 3 euro di raccomandata.

Il cavo, effettivamente, permette di usufruire della modalità 3G, ma se pensate di poterla sfruttare insieme alla modalità dual, su N900, cascate male...

Colpa del Nokia N900:
  • non permette l'uso di Menu STK, quindi dimenticatevi la modalità grafica per il cambio sim;
  • non è possibile fare il cambio sim, in modalità testuale*, neanche salvando “001” o “002” come numeri telefonici, sulla SIM (opzione non possibile su N900);

*"modalità testuale": visiona il video realizzato da "bioepi", per il 23th A:



Morale della favola, il cambio tra due sim UMTS, non siamo riusciti ad effettuarlo.

Vi sconsigliamo, per il momento, di comprare il cavo Magicsim 26 th b



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martedì 24 agosto 2010

Cerco lavoro come assistente vendite su ebay, o e-commerce.


Offresi esperienza nella gestione vendite su ebay, e realizzazione di negozio e-commerce. Realizzazione video recensioni prodotti, landing page, e Campagna Adwords.
Competenze specifiche:
- buona conoscenza, ed esperienza di compravendita su ebay;
- buona conoscenza codice HTML e linguaggio CSS ( sto affinando php, MysQl, ed altri linguaggi di programmazione);
- discreta conoscenza programmi per design web e grafici;
- buona conoscenza pacchetto office,
- diplomato come Perito Commerciale (ITC-IGEA);
- patente B;
- sistemista;
- conoscenza sistemi operativi Linux e Windows;
- inglese;
- aspetti legali del commercio elettronico.
- mi interessa tutto quello che ruota attorno al web, e alla tecnologia .
Attualmente vivo a Lecce, ma sono disponibile a spostamenti.
Astenersi perditempo (rappresentanza, call center....)

Per contattarci, cliccate qui: http://www.postarelibero.com/2007/11/contattaci.html
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domenica 22 agosto 2010

Notte della Taranta a Carpignano 23 AGOSTO 2010


Balla insieme a noi la Pizzica questo LUNEDÌ 23 AGOSTO A CARPIGNANO DALLE 21.30
a CARPIGNANO SALENTINO (LE).
Ingresso gratuito
Info 0832821827 • info@lanottedellataranta.it
www.lanottedellataranta.it

LA NOTTE DELLA TARANTA

Lunedì 23 agosto a Carpignano Salentino (Piazza Duca d'Aosta) si alterneranno sul palco La Banda Wagliò, Madreterra, Mimmo Cavallaro TaranProject e KamaFei.
È dalla passione per la musica popolare pugliese e internazionale di un gruppo di giovani amici cresciuti tra i colli di Alberobello che nel 2005 nasce il progetto La Banda Wagliò. Le diverse esperienze musicali dei componenti danno vita a un genere folk molto personale che mantiene i ritmi tipici di pizzica e tarantella, ma li arricchisce con l’utilizzo di suoni e strumenti moderni, elettrificati.
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Notte della Taranta: Pizzica a Martignano DOMENICA 22 AGOSTO


Appuntamento per questa sera a Martignano
DOMENICA 22 AGOSTO – DALLE 21.30
MARTIGNANO (LE)
Ingresso gratuito
Info 0832821827 • info@lanottedellataranta.it
www.lanottedellataranta.it

LA NOTTE DELLA TARANTA
Il Festival itinerante fa tappa a Martignano con l’esibizione di Ariafrisca, Mascarimirì e Insintesi. Lunedì 23 agosto a Carpignano spazio a La Banda Wagliò, Madreterra, Mimmo Cavallaro TaranProject e KamaFei
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Notte della Taranta Melpignano 2010


Notte della Taranta a Melpignano 2010: vieni a ballare la pizzica in Puglia
CONCERTONE FINALE
SABATO 28 AGOSTO MELPIGNANO
PIAZZALE EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI
INIZIO ORE 19.30

Sabato 28 agosto, nel piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano, l’Orchestra popolare La Notte della Taranta, diretta dal pianista e compositore piemontese Ludovico Einaudi, proporrà i brani classici della musica popolare salentina tra suoni tradizionali ed elettronica. L’orchestra è composta da oltre venti tra musicisti (tamburelli, percussioni, batteria, fiati, chitarre, mandola, violini, viola, violoncello, organetto e fisarmonica) e cantanti. Sul palco, per l’evento finale, si alterneranno alcuni ospiti speciali che si cimenteranno con i brani della tradizione: la cantante portoghese Dulce Pontes, considerata una delle più fulgide stelle della world music e tra le maggiori e innovative interpreti di tradizione fadista; la cantante greca Savina Yannatou, che nel corso della sua carriera si è mossa tra musica tradizionale, medievale, rinascimentale e barocca, fino a scoprire un grande amore per l’improvvisazione vocale, il jazz, l’avanguardia; il dj e polistrumentista turco Mercan Dede, che da anni sperimenta la fusione di elettronica e tradizione folklorica del suo paese, riuscendo a trasporre in musica la filosofia Sufi dell’armonia degli opposti; i salentini Sud Sound System, che tornano sul palco di Melpignano con la loro carica reggae; Les Tambours Du Burundi, un ensemble di danzatori e percussionisti considerato nel mondo l’ambasciatore della cultura burundese e del tamburo; i Taraf de Haïdouks, ensemble composto da voci, violini, fisarmoniche, cimbali, contrabbasso e clarinetto, che prende il suo nome dagli antichi banditi della Romania feudale, ancora oggi considerati simbolo di libertà e giustizia sociale; Ballaké Sissoko, strumentista di gran talento, proveniente da una famiglia di griot maliani, considerato tra i più grandi interpreti della kora del suo paese.

Il Concertone di Melpignano sarà aperto, come da tradizione, dai versi di Pierluigi Mele, poeta, autore e regista teatrale, e vedrà anche l’esibizione di Joe Petrosino & Rockammorra, vincitore del concorso Note per la Notte, dedicato a giovani band che rielaborano la musica popolare, realizzato in collaborazione con il Meeting delle Etichette Indipendenti nell’ambito del progetto La Taranta nella Rete. Subito dopo, sul palco Uccio Aloisi, fondamentale riferimento per tutti coloro che intendono avvicinarsi alla musica di tradizione orale salentina, affiancato dal gruppo Robba de Smuju e gruppi di cantori tradizionali.

NOTA DI LUDOVICO EINAUDI
La prima volta che ho sentito parlare del fenomeno del tarantismo risale ai miei vent'anni, ai tempi in cui studiavo al conservatorio e parallelamente coltivavo letture tra le più disparate, saggi in qualche modo correlati alla musica. Tra questi ricordo un bel capitolo del libro di Gilbert Rouget, "Musica e Trance", dedicato al fenomeno del tarantismo salentino. L'autore analizza le varie interpretazioni intorno al rito di esorcismo nonché allo stato di possessione che colpiva prevalentemente le donne, in quanto durante la stagione della mietitura, le raccoglitrici di grano erano maggiormente esposte al rischio di essere morsicate dalla tarantola. Una volta morsicate sprofondavano in uno stato di grande malessere, crisi isteriche convulsive e turbe emotive che si ripresentavano ciclicamente ogni anno all'inizio dell'estate. La cura della "tarantata" veniva effettuata da un gruppo di persone attraverso un complesso rito terapeutico a base di musica, danza e uso dei colori, che si svolgeva a casa della vittima e durava non meno di tre giorni. Sulle note ritmiche delle "pizziche", la "tarantata" si abbandonava a una danza concitata, che la induceva in uno stato di trance liberandola dal malessere. Le pizziche, per chi non lo sapesse, sono musiche basate su un ritmo molto incalzante, sostenuto principalmente dal tamburello, strumento “re” della zona, con il quale i salentini nei secoli hanno affinato una tecnica magistrale molto caratteristica. Gli altri strumenti coinvolti nel rito erano soprattutto il violino, l'organetto e la chitarra. Poi naturalmente una variazione illimitata di invocazioni si accompagnava all’esorcismo: “Addo' ti pizzico' la tarantella? sotto la putia de la 'unnella”, con anche invocazioni a San Paolo, santo protettore dei “pizzicati”: “O Santu Paulu meu delle tarante che pizzichi le caruse tutte quante (...) e le fai sante…”

Non starò a dilungarmi sull'argomento che si può approfondire leggendo il bellissimo libro di Ernesto De Martino, "La terra del rimorso", invece vorrei raccontare qualcosa della mia esperienza personale in veste di Maestro Concertatore della Notte della Taranta 2010, concerto conclusivo dell’omonimo festival, che come sempre si terrà a Melpignano (Lecce), quest'anno in data 28 agosto. Partecipare a questo progetto è stata una straordinaria occasione per immergermi negli infiniti meandri della musica salentina. Rileggere e interpretare un repertorio popolare non è cosa semplice, si pongono molte considerazioni. La prima per me è stata sicuramente quella del rispetto del materiale di partenza, del cercare di capire quali sono gli elementi che caratterizzano quel linguaggio, e limitare l'ambito creativo all'interno di quelle regole. Faccio un esempio architettonico: se devo costruire una nuova porta in un edificio dove tutte le altre porte hanno la volta, cercherei di progettare una porta con la volta. Avere dei limiti è sempre molto interessante, si scopre con grande meraviglia che con pochi elementi si possono realizzare architetture incredibili. E proprio l'architettura del Salento è stata per me grande fonte d’ispirazione. Ascoltando le registrazioni effettuate sul campo negli anni ‘60, sia nelle case private che in campagna, ho percepito un colore che mi riportava all'intensità della terra, della pietra spaccata dal sole, dei muretti a secco che tratteggiano i campi di ulivi, delle splendide masserie, degli antichi palazzi-fortezza che ovunque ornano il paesaggio. Così come nel restauro di un edificio si rimuovono le mura costruite in epoche recenti per ripristinare quelle originali, così ho cercato di ritrovare un suono che restituisse il più possibile il colore che avevo colto in quegli ascolti. Ho cercato nelle voci quella tonalità aspra e graffiante, voci tese come ragnatele e affilate come coltelli, più vicine al medio oriente che alla tradizione napoletana.

Nella musica salentina ci sono alcuni elementi molto complessi, melodie con modi arcaici e ritmi che spostano il battere col levare. Altri elementi, come l'armonia, sono più lineari, spesso dettati dalla natura stessa degli strumenti, come l'organetto, ma assolutamente efficaci nella loro semplicità. Naturalmente ogni rilettura di un repertorio, come la traduzione di un libro, deve tradire qualcosa dell'originale, per restituire una chiave contemporanea di lettura che lo renda attuale, vivo e accessibile al mondo in cui viviamo. La mia chiave di lettura è stata quella di cercare di mettere in rapporto questa musica con le forme che si sono sviluppate in anni recenti nell'ambito della musica elettronica, del minimalismo e della trance, sottolineandone le antiche radici comuni. Ho visto nella Notte della Taranta l’essenza dei raduni giovanili moderni, un grande rito con decine di migliaia di persone che si abbandonano al ritmo, al canto e alla danza. C'e una frase di un musicista marocchino, alla fine del capitolo sul tarantismo del libro di Rouget, che rappresenta molto chiaramente ciò che intendo, "credo nel valore liberatorio della trance attraverso la musica, non più per esorcizzare gli spiriti del male, bensì, simbolicamente, gli spiriti del XX secolo". Ma non solo, questo evento è una grandissima festa popolare, un'occasione unica dove tutte le generazioni si ritrovano unite a celebrare il loro legame di appartenenza con questa antica terra ricchissima di storia e di cultura, e che attraverso la sua rilettura ci aiuta a ritrovare i nostri migliori valori. Fonte: http://www.lanottedellataranta.it/festival.php
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